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#1di spAMP - 10 Oct 2011 13:06:00

spAMP
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Confronto regime minimi e regime ordinario

Hola!

ho creato un foglio di calcolo
https://docs.google.com/spreadsheet/ccc?key=0Avo0hE5qTxPxdFhJdXd5cVRoRWdsN1QzZUFqLUJiZXc&hl=it#gid=0
dove spannometricamente calcolo il netto dal fatturato presunto.

Volevo dare la commentabilità ma i fogli di calcolo non lo permettono: o sola lettura o modifica completa.
Quindi come prima cosa vi chiederei di controllare se non ho commesso castronerie e rispondere qui.
Sarò pronto a correggerle.

Il mio scopo iniziale era quello di controllare se valeva la pena o meno risultare minimo.
Il risultato è che col minimo al 5% direi di si nella maggioranza dei casi salvo chi dovesse avere un reddito di poco sotto i 30000e e oltre 4000e di irpef da recuperare.

Salvo questo ho un dubbio: l IRAP.
Tralasciando la corrente "non si è tenuti a pagarla" non ho capito se deve essere calcolata sull IRPEF netto o sull IRPEF lordo.
Oddio devo dire che ho capito sul lordo ma io ho fatto sul netto..

big_smile

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#2di Jack - 12 Oct 2011 21:26:20

Jack
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Re: Confronto regime minimi e regime ordinario

Bravo Spamp, è una questione particolarmente interessante! Ci torniamo nei prox giorni (sono "fuori porta"! smile )

J


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#3di spAMP - 12 Oct 2011 23:56:47

spAMP
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Re: Confronto regime minimi e regime ordinario

ho corretto anche se la risposta che mi han dato sul NG del fisco lascia un po' a desiderare.
comunque è sullo stesso imponibile anche l IRAP.

è molto meno bello ora che ho fatto i calcoli in dettaglio... però dovrebbe essere più stimolante

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#4di Pillone - 14 Oct 2011 06:49:43

Pillone
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Re: Confronto regime minimi e regime ordinario

Salve a tutti,

vi chiedo anzitutto di scusare eventuali errori, imprecisioni (e l'eventuale ignoranza crassa wink ) in questo intervento da parte mia, pregandovi di correggerle ove presenti smile

In sostanza, se ho capito bene, nel suo spAMP ipotizza, nel file Excel che ha allegato, un confronto fra i due regimi fiscli (regime "minimi 2012" e regime ordinario) per una persona che ogni anno ne RICAVA € 21.000 ogni anno (a cui nel regime ordinrio viene aggiunta l'IVA), e ne SPENDE 3000, quindi con un GUADAGNO (guadagno = ricavi - spese) di 18000 euro annui, ai quali vengono sottratti prima i contributi previdenziali, poi le "tasse" e, nel caso del regime ordinario, anche l'IRAP
e le eventuali detrazioni IRPEF.

Domande (@ spAMP, autore del file Excel):

1) Per evitare confusioni col precedente "regime agevolato" (quello esistente finora) secondo me sarebbe forse più chiaro scrivere "Regime minimi 2012" anziché "Regime agevolato"? smile

2) Nel regime ordinario, su "Retribuzione con IVA", nella cella B2 la formula non dovrebbe essere "C2/0.79" anziché "C2*1.21"? Ossia, € 26582 lordi (IVA 21% inclusa) - IVA 21% = 21.000 (nel tuo esempio, infatti € 25.410 lordi - 21% IVA = € 20.073.9 netti, e non 21.000).

3) Nella celle C4 e G4, le formule relative alla sottrazione del 20% dei contributi pensionistici ai guadagni non dovrebbero essere rispettivamente "C3*0.8" e G3*0.8" anziché "C3/1.2" e "G3/1.2"? Ossia: € 18.000 ricavi - 20% inps = € 14.400 (e non 15.000).

Dubbi (@ spAMP, autore del file Excel):

1) IRPEF. Scusandomi preventivamente per la mia ignoranza (io sono sempre stato nei minimi e non so nulla praticamente nulla del regime ordinario), puoi spiegarmi la formula adoperata per il calcolo dell'IRPEF ("B11+C4/100+C4/200")? Ossia, per quale motivo l'IRPEF nazionale (€ 3450) viene sommato all'1% del reddito (nel file il reddito è di € 15000) e poi allo 0,5% del reddito (risultato: € 3.675 IRPEF)?

2) DETRAZIONI IRPEF. Puoi spiegarmi perché hai indicato € 2800,00 di detrazioni? E' una stima approssimativa? (Suppongo sia stata indicata per dare un'idea del fatto che nel regime ordinario è possibile detrarre cose che nel regime dei minimi non è invece possibile detrarre: in questo regime infatti è possibile solo detrarre le spese strumentali non superiori i 15.000 euro annui, ma nient'altro).

Osservazioni (@ tutti):

A) SPESE COMMERCIALISTA. Nella comparazione dei due regimi, terrei conto anche della spesa (approssimativa, ovviamente) per il commercialista, che, grazie ai minori adempimenti richiesti ai minimi, è senza dubbio minore in modo sensibile. A parità di fatture emesse e ricevute, io direi di considerare una spesa compresa tra i 500 e i 900 euro di spese di commercialista per il regime dei minimi, e sopra i 1200 euro per quello ordinario (qui chiedo aiuto a chi è più esperto di me poiché per il regime ordinario non ho idee più precise sulle tariffe).

B) TEMPO PERSO E SEMPLICITA' DI GESTIONE E RISCHI. A parte la convenienza puramente economica del regime dei minimi, sulla quale concordo, occorre anche tener conto della convenienza in termini
temporali (il risparmio di tempo - poiché regime dei minimi non richiede praticamente alcun adempimento, solo di conservare le fatture - è notevole) e di semplificazione nella gestione e dei rischi (i minimi sono esclusi dai famigerati studi di settore che valgono invece per il regime ordinario).

C) TIPOLOGIE DI LAVORO E DI CLIENTI. Per chi svolge lavoro di consulenza informatica di qualsiasi tipo, ossia vende SERVIZI e non BENI e di solito poche spese, il regime dei minimi ha l'ulteriore notevole vantaggio di non applicare l'IVA sui prezzi delle fatture. Ciò significa che, di solito, possiamo applicare prezzi più alti rispetto ai nostri concorrenti che applicano il prezzo con l'IVA: anche se è un po' lungo spiegare perché questo vale anche con le imprese o i liberi professionisti, ciò è sempre vero nel caso in cui il cliente sia una Pubblica Amministrazione, dal momento che la Pubblica Amministrazione, a differenza di un'impresa, non si scarica l'IVA (nel caso delle Università sono sicuro, per altre Pubbliche
Amministrazioni non saprei dire se vale per tutte in assoluto). In altre parole, quel 21% di IVA che un nostro ipotetico concorrente nel regime ordinario è costretto a fatturare a un'Università (e poi a versarla allo Stato), chi è nel regime dei minimi se lo tiene per sé. Mi scuso per il modo improprio di esprimermi, ma rendo meglio l'idea con un esempio pratico: Un'Università deve confrontare due preventivi per decidere a chi affidare il rifacimento del proprio sito web; ipotizziamo che il preventivo di un nostro concorrente che si trova nel regime ordinario sia di € 2000 + IVA 21%, perciò l'Università dovrà sborsare € 2420,00 per il lavoro; ipotizziamo anche il nostro preventivo sia invece di € 2410,00 (noi "minimi" non applichiamo l'IVA quindi la cifra è già lorda). Non solo quindi quell'Università, se sceglie noi anziché il nostro concorrente, risparmia 10 euro, ma noi intaschiamo circa un quinto in più del nostro concorrente che svolgerebbe il medesimo lavoro. Non so se mi sono spiegato bene ma non è facile farlo in poche righe.

D) DETRAZIONE SPESE. Uno dei pochi vantaggi del regime ordinario credo che sia il fatto di potersi scalare le spese molte più spese rispetto al regime dei minimi, che non possono scalarsi quasi nulla.

RIASSUNTO

In sostanza, secondo me il regime dei minimi è senz'altro più conveniente rispetto al regime ordinario per le ragioni sopra esposte, e in particolare per:

- Chiunque venda servizi (e non beni) e ha poche spese per beni strumentali (che credo siano le uniche spese deducibili nel regime dei minimi).
- Chiunque abbia come cliente la Pubblica Amministrazione.

Voi che ne pensate?

Chiedendovi di perdonate la prolissità di questo post, ringrazio spAMP per il lavoro svolto e agli altri che vorranno contribuire alla discussione. big_smile

Pillone

#5di Jack - 14 Oct 2011 13:40:05

Jack
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Re: Confronto regime minimi e regime ordinario

Ciao Pillone,

benvenuto e complimenti per il post acuto e attento. Non posso aggiungere altro se non che condivido le tue osservazioni. Per i dubbi riguardo il foglio excel lascio la parola al suo autore e ti ringrazio del contributo. Dalla lettura della norma il nuovo regime appare a tutti gli effetti vantaggioso per i nuovi giovani imprenditori (o per coloro che lo sono diventati dal 2008 in poi).

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#6di spAMP - 14 Oct 2011 22:53:04

spAMP
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Re: Confronto regime minimi e regime ordinario

Pillone ha scritto:

Salve a tutti,

vi chiedo anzitutto di scusare eventuali errori, imprecisioni (e l'eventuale ignoranza crassa wink ) in questo intervento da parte mia, pregandovi di correggerle ove presenti smile

In sostanza, se ho capito bene, nel suo spAMP ipotizza, nel file Excel che ha allegato, un confronto fra i due regimi fiscli (regime "minimi 2012" e regime ordinario) per una persona che ogni anno ne RICAVA € 21.000 ogni anno (a cui nel regime ordinrio viene aggiunta l'IVA), e ne SPENDE 3000, quindi con un GUADAGNO (guadagno = ricavi - spese) di 18000 euro annui, ai quali vengono sottratti prima i contributi previdenziali, poi le "tasse" e, nel caso del regime ordinario, anche l'IRAP
e le eventuali detrazioni IRPEF.

Domande (@ spAMP, autore del file Excel):

1) Per evitare confusioni col precedente "regime agevolato" (quello esistente finora) secondo me sarebbe forse più chiaro scrivere "Regime minimi 2012" anziché "Regime agevolato"? smile

fatto

2) Nel regime ordinario, su "Retribuzione con IVA", nella cella B2 la formula non dovrebbe essere "C2/0.79" anziché "C2*1.21"? Ossia, € 26582 lordi (IVA 21% inclusa) - IVA 21% = 21.000 (nel tuo esempio, infatti € 25.410 lordi - 21% IVA = € 20.073.9 netti, e non 21.000).

guarda per poter paragonare i 2 regimi ho ipotizzato la stessa cifra e in un caso ci ho aggiunto l'iva.
e comunque per trovare un iva esclusa si fa diviso 1,21 perché se no togli il 21% della cifra totale e invece per l'iva si aggiunge il 21 alla cifra precedente

3) Nella celle C4 e G4, le formule relative alla sottrazione del 20% dei contributi pensionistici ai guadagni non dovrebbero essere rispettivamente "C3*0.8" e G3*0.8" anziché "C3/1.2" e "G3/1.2"? Ossia: € 18.000 ricavi - 20% inps = € 14.400 (e non 15.000).

qui si  big_smile

Dubbi (@ spAMP, autore del file Excel):

1) IRPEF. Scusandomi preventivamente per la mia ignoranza (io sono sempre stato nei minimi e non so nulla praticamente nulla del regime ordinario), puoi spiegarmi la formula adoperata per il calcolo dell'IRPEF ("B11+C4/100+C4/200")? Ossia, per quale motivo l'IRPEF nazionale (€ 3450) viene sommato all'1% del reddito (nel file il reddito è di € 15000) e poi allo 0,5% del reddito (risultato: € 3.675 IRPEF)?

perché al termine dell IRPEF che ho chiamato nazionale c'è quello regionale che è circa l'1% e quello comunale che è circa 0,5%

2) DETRAZIONI IRPEF. Puoi spiegarmi perché hai indicato € 2800,00 di detrazioni? E' una stima approssimativa? (Suppongo sia stata indicata per dare un'idea del fatto che nel regime ordinario è possibile detrarre cose che nel regime dei minimi non è invece possibile detrarre: in questo regime infatti è possibile solo detrarre le spese strumentali non superiori i 15.000 euro annui, ma nient'altro).

è la mia cifra di detrazioni smile
nel regime dei minimi non hai IRPEF e quindi non hai rimborsi IRPEF.
Infatti col vecchio regime dei minimi al 20% a me sarebbe convenuto il regime ordinario

Osservazioni (@ tutti):

A) SPESE COMMERCIALISTA. Nella comparazione dei due regimi, terrei conto anche della spesa (approssimativa, ovviamente) per il commercialista, che, grazie ai minori adempimenti richiesti ai minimi, è senza dubbio minore in modo sensibile. A parità di fatture emesse e ricevute, io direi di considerare una spesa compresa tra i 500 e i 900 euro di spese di commercialista per il regime dei minimi, e sopra i 1200 euro per quello ordinario (qui chiedo aiuto a chi è più esperto di me poiché per il regime ordinario non ho idee più precise sulle tariffe).

si però porterai a comparazione l iva quindi teoricamente si sarebbe in pari perché non pagheresti l'IVA per gli acquisti quindi ipotizzando le 3000 di spese già ci sarebbero 5-600e di iva che nei minimi  sarebbero persi.

B) TEMPO PERSO E SEMPLICITA' DI GESTIONE E RISCHI. A parte la convenienza puramente economica del regime dei minimi, sulla quale concordo, occorre anche tener conto della convenienza in termini
temporali (il risparmio di tempo - poiché regime dei minimi non richiede praticamente alcun adempimento, solo di conservare le fatture - è notevole) e di semplificazione nella gestione e dei rischi (i minimi sono esclusi dai famigerati studi di settore che valgono invece per il regime ordinario).

il principale vantaggio è l'assenza degli studi di settore perché gli altri adempimenti son sempre parte del commercialista...

C) TIPOLOGIE DI LAVORO E DI CLIENTI. Per chi svolge lavoro di consulenza informatica di qualsiasi tipo, ossia vende SERVIZI e non BENI e di solito poche spese, il regime dei minimi ha l'ulteriore notevole vantaggio di non applicare l'IVA sui prezzi delle fatture. Ciò significa che, di solito, possiamo applicare prezzi più alti rispetto ai nostri concorrenti che applicano il prezzo con l'IVA: anche se è un po' lungo spiegare perché questo vale anche con le imprese o i liberi professionisti, ciò è sempre vero nel caso in cui il cliente sia una Pubblica Amministrazione, dal momento che la Pubblica Amministrazione, a differenza di un'impresa, non si scarica l'IVA (nel caso delle Università sono sicuro, per altre Pubbliche
Amministrazioni non saprei dire se vale per tutte in assoluto). In altre parole, quel 21% di IVA che un nostro ipotetico concorrente nel regime ordinario è costretto a fatturare a un'Università (e poi a versarla allo Stato), chi è nel regime dei minimi se lo tiene per sé. Mi scuso per il modo improprio di esprimermi, ma rendo meglio l'idea con un esempio pratico: Un'Università deve confrontare due preventivi per decidere a chi affidare il rifacimento del proprio sito web; ipotizziamo che il preventivo di un nostro concorrente che si trova nel regime ordinario sia di € 2000 + IVA 21%, perciò l'Università dovrà sborsare € 2420,00 per il lavoro; ipotizziamo anche il nostro preventivo sia invece di € 2410,00 (noi "minimi" non applichiamo l'IVA quindi la cifra è già lorda). Non solo quindi quell'Università, se sceglie noi anziché il nostro concorrente, risparmia 10 euro, ma noi intaschiamo circa un quinto in più del nostro concorrente che svolgerebbe il medesimo lavoro. Non so se mi sono spiegato bene ma non è facile farlo in poche righe.

mah.. io lo trovo un vantaggio principalmente col privato. Il pubblico è carino, piacevole, son tutti simpatici ma solitamente ti pagano lentamente quando hanno i soldi e adesso non ce li hanno...

D) DETRAZIONE SPESE. Uno dei pochi vantaggi del regime ordinario credo che sia il fatto di potersi scalare le spese molte più spese rispetto al regime dei minimi, che non possono scalarsi quasi nulla.

non è poco..
avendo un discreto giro credo si possa far figurare come spesa anche la macchina...

RIASSUNTO

In sostanza, secondo me il regime dei minimi è senz'altro più conveniente rispetto al regime ordinario per le ragioni sopra esposte, e in particolare per:

- Chiunque venda servizi (e non beni) e ha poche spese per beni strumentali (che credo siano le uniche spese deducibili nel regime dei minimi).
- Chiunque abbia come cliente la Pubblica Amministrazione.

Voi che ne pensate?

Chiedendovi di perdonate la prolissità di questo post, ringrazio spAMP per il lavoro svolto e agli altri che vorranno contribuire alla discussione. big_smile

Pillone

io dovrò andare a novembre a parlare col commercialista. fino a quel momento suppongo... big_smile

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#7di sandro.oliva - 15 Oct 2011 11:02:39

sandro.oliva
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Re: Confronto regime minimi e regime ordinario

Pillone ha scritto:

- Chiunque venda servizi (e non beni) e ha poche spese per beni strumentali (che credo siano le uniche spese deducibili nel regime dei minimi).
- Chiunque abbia come cliente la Pubblica Amministrazione.

Complimenti ragazzi! smile
Aggiungo 2 cosette:

- CONTRO: Ricordo che in sede di dichiarazione dei redditi, i minimi non deducono praticamente nulla... neanche interessi passivi (mutui), spese mediche, ecc...
- PRO: Inoltre mi sembra che non abbiate contemplato il fatto che non ci sono gli studi di settore nel regime dei minimi.
- CONTRO: Mi è capitato di perdere potenziali clienti, solo perchè ero nel regime dei minimi. A clienti grossi, un consulente che "guadagna poco", corrisponde a uno che "sa fare poco". E' un aspetto "di immagine" da non sottovalutare, se si punta in alto.

Sandro

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#8di Jack - 15 Oct 2011 13:24:40

Jack
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Re: Confronto regime minimi e regime ordinario

sandro.oliva ha scritto:

- CONTRO: Ricordo che in sede di dichiarazione dei redditi, i minimi non deducono praticamente nulla... neanche interessi passivi (mutui), spese mediche, ecc...
- PRO: Inoltre mi sembra che non abbiate contemplato il fatto che non ci sono gli studi di settore nel regime dei minimi.

Il romanzo di Pillone lo sottolineava. smile

- CONTRO: Mi è capitato di perdere potenziali clienti, solo perchè ero nel regime dei minimi. A clienti grossi, un consulente che "guadagna poco", corrisponde a uno che "sa fare poco". E' un aspetto "di immagine" da non sottovalutare, se si punta in alto.

Questo è un altro aspetto, in effetti, che per qualche azienda è valido. Specie i grossi italiani. Ma c'è di peggio: alcuni se non hai almeno un "srl" nel nome ti rimbalzano direttamente. E a conti fatti quell' "srl" lo pagano denaro sonante, quando spesso non sarebbe necessario.

J


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#9di spAMP - 26 Oct 2011 23:36:46

spAMP
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Re: Confronto regime minimi e regime ordinario

giusto per cronaca il commercialista gli ha dato un occhiata e ha detto che è una più che discreta simulazione. quindi voto 7+ big_smile

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#10di sebastianscar - 29 Dec 2011 17:12:36

sebastianscar
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Re: Confronto regime minimi e regime ordinario

Figata il tuo foglio spAMP!! :-) Grazie mille!


01.png

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#11di spAMP - 1 Jan 2012 18:47:11

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Re: Confronto regime minimi e regime ordinario

sebastianscaramuzza ha scritto:

Figata il tuo foglio spAMP!! :-) Grazie mille!

big_smile

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#12di mari8 - 16 Jan 2012 17:05:41

mari8
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Re: Confronto regime minimi e regime ordinario

ci starebbe un bel raffronto coi superminimi di cui tra poco dovrebbe uscire la circolare..

#13di spAMP - 16 Jan 2012 17:38:22

spAMP
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Re: Confronto regime minimi e regime ordinario

mari8 ha scritto:

ci starebbe un bel raffronto coi superminimi di cui tra poco dovrebbe uscire la circolare..


superminimi cosa intendi?
se è il nome che han dato ai nuovi minimi è già quello che calcola.

perché i "vecchi minimi", diciamo , diventeranno (a livello di tassazione) pari all'ordinario.
Quindi in realtà potrei eliminare le righe barrate... le lascio per nostalgia dato che il regime ordinario è un ladrocinio.

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#14di erika - 14 Feb 2012 13:42:34

erika
Ospite

Re: Confronto regime minimi e regime ordinario

Ciao a tutti!
Avrei bisogno alcuni chiarimenti circa la tabella postata con il confronto tra partita iva ordinaria e agevolata. Premetto che da circa 6 mesi ho aperto partita iva contributi minimi, lavoro nell'azienda di famiglia come "impiegata" amministrativa....la nostra commercialista non è molto chiara e ancora non ho capito bene a quali spese "personali" andrò incontro... nel 2011 le tasse le ha pagate l'azienda versando la ritenuta d'acconto, io pagherò l'inps...ma quanto???
Nel 2012 non c'è più la r.a., ma il 5% dell'utile (Giusto?) che pagherò io nella dichiarazione dei redditi 2013 ...e l'inps?? La commercialista ha parlato di un 27% ....aliquota che non trovo nella vostra tabella....aiutoooo!!!

Grazie in anticipo per i chiarimenti che potrete darmi.

#15di erika - 14 Feb 2012 13:57:34

erika
Ospite

Re: Confronto regime minimi e regime ordinario

Mi sono resa conto solo ora che la mia occupazione non centra niente con l'ambito trattato in questo forum...chiedo scusa se mi sono "intruffolata" senza volerlo...

#16di discoariet - 6 Mar 2012 14:14:27

discoariet
Ospite

Re: Confronto regime minimi e regime ordinario

molto utile questa comparazione...una domanda perchè in entrambi i casi è indicato pensione 20% ??? l'inps non è sui 3000 euro all'anno circa?

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